Dott. Matteo Papalia
Medico Chirurgo

Specialista in Ortopedia

 

 

 

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Alluce Valgo

Cos’è l’alluce valgo?

L’alluce valgo è una deformità progressiva del primo dito del piede caratterizzata da una deviazione laterale di varia entità associata o meno a pronazione. E’ legata a diverse cause, sostanzialmente biomeccaniche ma spesso anche familiari. Tale deformità progressiva è spesso causa di dolore invalidante sia per la presenza della borsite infiammatoria che si genera sulla testa del I metatarso a causa dello sfregamento di tale sporgenza ossea con la calzatura, sia per le conseguenti alterazioni all’appoggio plantare causa spesso di metatarsalgia da sovraccarico.

Inoltre l’alluce valgo può presentarsi associato a numerose patologie e deformità dell’avampiede: dito a martello, sovraccarico metatarsale a cui spesso è associato un neuroma di Morton, V dito varo o sovraddotto.

Cosa devo fare?

Per un corretto inquadramento della patologia è necessario uno studio radiografico del piede sotto carico che ci consente di valutare l’entità e la tipologia della deformità e definire in rapporto ad essa il tipo di trattamento necessario.

In alcuni casi, soprattutto in presenza di una metatarsalgia da sovraccarico, è utile eseguire un esame baropodometrico che ci consente di valutare con più precisione le alterazioni dell’appoggio plantare

 

Bisogna sempre operarsi?

La correzione dell’alluce valgo non è un intervento di chirurgia estetica quindi nelle forme iniziali e asintomatiche è utile provare a rallentare la progressione della deformità utilizzando dei plantari che diano nuovamente al piede un appoggio fisiologico ed utilizzare dei distanziatori in silicone tra il primo ed il secondo dito.

 

 

In cosa consiste l’intervento?

Nelle forme avanzate o comunque sintomatiche il trattamento di elezione diventa quello chirurgico. Esistono numerosissime tecniche di correzione dell’alluce valgo, con forme di osteotomia e metodi di sintesi diversi che possono essere ricondotte alle seguenti categorie:

- Interventi correttivi sui tessuti molli;

- Osteotomie prossimali del I metatarso;

- Osteotomie distali del I metatarso;

- Osteotomie della falange prossimale dell’alluce;

- Forme combinate.

 

 

 

 

Allo stato attuale gli interventi basati solamente sulla correzione dei tessuti molli (capsuloplastica e tenotomia dell’abduttore) non hanno più indicazione come interventi singoli ma rappresentano un tempo chirurgico associato alle osteotomie che vengono eseguite singolarmente o in associazione a seconda del  tipo e della gravità della deformità. Per stabilizzare le osteotomia possono essere utilizzate delle viti, dei fili metallici, delle placche o dei bendaggi a seconda della tecnica utilizzata.

L’intervento va sempre bene?

L’intervento garantisce la correzione della deformità ed una significativa riduzione del

dolore in quasi tutti i casi ma la percentuale di pazienti soddisfatti varia ampiamente nei

diversi studi pubblicati sull’argomento, dal 90% nei casi migliori al 70% in quelli peggiori,

indipendentemente dal grado di riduzione e dalla ripresa funzionale ottenute.

Il tasso di complicanze registrato va dal 10% al 20% dei casi.

Cosa succede se non mi opero?

Trascurare il problema può causare un graduale peggioramento del dolore per l’aggravamento della deformità e della rigidità articolare, deformando anche le altre dita e provocando quindi dei dolori plantari che limitano lo svolgimento delle normali attività quotidiane. In tali situazioni avanzate purtroppo anche l’intervento chirurgico riesce difficilmente a correggere la deformità e ad avere risultati pienamente soddisfacenti.

fisiologico ed utilizzare dei distanziatori in silicone tra il primo ed il secondo dito.

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